物の哀れ mono no aware è un concetto giapponese che significa qualcosa tipo "commuoversi davanti alla bellezza impermanente della vita". Un po' come godersi la magia del momento con la consapevolezza che non ritornerà. È una profonda partecipazione emotiva nei confronti della bellezza fragile e passeggera. Come i fiori di ciliegio, per esempio. Emblema della caducità della vita per i fratelli nipponici.
物の哀れ mono no aware è il mio nuovo acquerello in lavorazione.
La pittura suscita in me lo stesso effetto della lettura di un libro: mi immergo completamente nel viaggio, ne divento parte, mi emoziono, attendo con ansia la conclusione, mi godo la fine e il riposo, e poi affronto il dolore del lutto. Convinta che nessun altro dipinto lo possa "sostituire". E invece puntualmente accade.
E mi torna in mente la poesia di Nazim Hikmet di cui mi fece innamorare la mia professoressa d'italiano delle medie:
Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
Ecco, mi piace pensare che "il più bello dei dipinti non l'ho ancora dipinto".
Non perché ricerchi la perfezione assoluta, ma perché nell'inesorabile ciclicità della vita ogni momento è unico, in apparenza uguale, ma ogni volta non è mai lo stesso.
È bello e fragile come un fiore di ciliegio. Effimero, ma proprio per questo eterno.
Così come eterni siamo noi, nella nostra incessante fioritura.
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