Ritratti con animale totem

Quando l’immagine emerge da ciò che chiede di cambiare

Nel tempo ho capito che il dolore non arriva per distruggerci. Arriva per cambiarci.

Penso spesso al crostaceo quando cresce: a un certo punto la corazza diventa troppo stretta, la pressione aumenta, il corpo non ci sta più.

Il crostaceo non si oppone. Si ritira, si nasconde, diventa vulnerabile.

Aspetta.

E solo allora cambia pelle.

 

Noi esseri umani facciamo spesso il contrario. Quando il dolore arriva, interferiamo. Cerchiamo di “fare qualcosa”, di controllare, di accelerare. E così finiamo per ostacolare, o ritardare, il cambiamento che stava già avvenendo.

 

Quando dipingo ritratti con animali totem, parto spesso da qui: da una soglia.

L’animale non è un’aggiunta decorativa, né un simbolo scelto a tavolino. È una presenza che emerge. A volte con chiarezza, altre in modo più sottile, come una forza che accompagna.

La pantera nera è il mio animale totem, apparsa spesso nei miei sogni nei momenti di difficoltà.

Nel mio autoritratto, la pantera è accanto a me. Non davanti, non sopra. Accanto.

È forza silenziosa, protezione, istinto che veglia mentre qualcosa cambia.

Le orchidee non sono un ornamento: parlano di delicatezza che non è fragilità, di bellezza che resiste in condizioni complesse.

Nel secondo autoritratto, il colibrì non è il centro dichiarato dell’opera. È leggero, quasi laterale. Qui il tema non è l’animale totem in senso stretto, ma uno stile più intuitivo, fluido, quello che chiamo lumira.

Eppure anche qui c’è una soglia: rapidità, movimento, presenza nel qui e ora.

 

Quello che mi interessa, quando realizzo un ritratto simbolico, non è raccontare una storia chiusa, ma lasciare spazio.

Lasciare che l’immagine emerga come un talismano visivo: qualcosa che non spiega, ma accompagna. Che non risolve, ma resta. Che continua a lavorare nel tempo, senza forzature.

Per questo, nei ritratti su commissione, non chiedo “chi vuoi essere”. Chiedo piuttosto: in che punto del cambiamento ti trovi? Che tipo di presenza senti mancare? O affacciarsi?

 

Animali, piante, elementi naturali e simbolici entrano così nel dipinto non per rappresentare, ma per sostenere il passaggio.

Come il crostaceo, anche l’immagine ha bisogno del suo tempo.

Io preparo lo spazio. Poi lascio che faccia il suo corso.

 

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