Il ricordo di Oliver: quando un ritratto diventa memoria

A tramandarmi l’amore per i cani è stato mio padre. La prima cagnolina di cui ho memoria si chiamava Chimba, mentre oggi al mio fianco c’è un piccolo terremoto di nome Rolly. Sinceramente non saprei immaginare la vita senza un Fido accanto a me.

Per questo, ogni volta che ricevo una commissione per ritrarre un cane, la accolgo sempre con grande gioia. Spesso si tratta di raccontare non solo un animale, ma un legame profondo tra lui e la sua famiglia.

A volte, purtroppo, capita anche che il peloso non ci sia più. In queste circostanze cerco di lavorare con particolare delicatezza, sia nella scelta dei colori, sia negli eventuali simboli che decido di inserire nel dipinto.

Nel caso di Oliver (il cagnone qui sopra), ho scelto di aggiungere dei soffioni, perché mi sembravano sposarsi perfettamente con il suo sguardo nostalgico e mi davano l’idea del lasciar andare.

C’è poi un aspetto di questo fiore che mi ha sempre colpita. Il suo nome originario è dente di leone, e in realtà non sfiorisce davvero. Infatti, invece di appassire, cambia forma: si trasforma in un nuovo fiore (il soffione appunto) composto interamente da semi pronti a volare via.

Per questo motivo il soffione è spesso associato all’idea di trasformazione e rinascita.

Mi piace pensare che anche l’essenza di Oliver sia così: non scomparsa, ma semplicemente diventata altro. Magari proprio un soffione che viaggia leggero nell’aria, portato lontano dal soffio di un bambino.

 

🐾 Se senti il desiderio di conservare il ricordo di un animale che ha fatto parte della tua vita, realizzo ritratti ad acquerello su commissione.

Ogni dipinto nasce con lo stesso intento: restituire con delicatezza qualcosa del legame unico che esiste tra noi e i nostri compagni di viaggio.

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